Intervista realizzata nel febbraio 2026 e pubblicata sul blog di progetto di Conibambini
- Fondazione Colloquia
- 28 feb
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 20 apr
Skills-Hub 2025, Progetto adhOCCHI APERTI Intervista a Mauro Bonafè
Domanda 1. All’interno del vasto programma di adhOCCHI APERTI, Fondazione Colloquia cura la sezione denominata Bussole - Skills Hub. Per chi ne sente parlare per la prima volta, che cos'è esattamente questo Hub e perché avete scelto di dedicare un’intera linea di intervento specificamente al ruolo educativo dell'adulto-genitore invece che rivolgervi direttamente ai ragazzi?
Grazie per questa domanda! E’ vero, oggi si parla davvero tanto di Hub … il significato profondo si riferisce al mozzo di una ruota, al fulcro, allo snodo, centro di tutte le reti e le attività. La ruota gira perché la facciamo girare insieme tutti noi, con le nostre abilità, Skills, appunto! Nel progetto gli Skills-Hub sono occasioni di dialogo per portare alla luce le nostre esperienze, per condividerle e prepararci a fronteggiare l’orientamento, la presa di decisioni che avvengono nel mondo reale e nelle relazioni con/tra le persone. Questo nelle relazioni di vita e di lavoro di tutti i giorni.
Ci rivolgiamo agli adulti-genitori perché oggi sono in gran parte inascoltati, lasciati spesso soli ad affrontare le difficoltà, senza alcuna occasione di dialogo e di confronto. C’è bisogno di rivolgere lo sguardo anche a loro, prendendosene cura, con rispetto e vicinanza, per aumentare il loro livello di fiducia reciproca. E’ molto importante poter contare su uno spazio sicuro e sull’aumento delle capacità di fronteggiamento che possono provenire da un aiuto d’esperienza, nella co-costruzione di un dialogo.
Domanda 2. Avete concluso il primo ciclo di incontri. Com’è andata questa prima esperienza sul campo? Dalle cronache emerge un percorso in crescendo: dal dirsi i nomi e guardarsi in faccia, al condividere le paure, fino ad affrontare temi complessi come l’Intelligenza Artificiale. Qual è stata la risposta delle famiglie e quale clima si è creato?
Il primo ciclo di incontri ha mostrato un buon livello di fiducia generale dovuto soprattutto al fatto che tutti si sono sentiti coinvolti in modo attivo e, con rispetto, abbiamo cercato di rispondere alle esigenze dei partecipanti, offrendogli spazio/i, andandogli incontro e aiutandoli nel loro dialogo.
Il clima è stato sereno, disteso e partecipato. Non abbiamo avuto paura dei silenzi e delle nostre condivisioni. Non eravamo preoccupati di raggiungere obiettivi prefissati o rispettare orari e calendari.
Ci ha molto colpito e consolato, ad esempio, sapere che come adulti-genitori per usare bene la famiglia come palestra sociale per i nostri ragazzi dobbiamo studiare Cartesio e … superarlo, come ha fatto Karl Barth. Come? Il teologo Karl Barth rispose a Cartesio nel ’900 rovesciando la frase in «cogitor ergo sum»: “sono pensato dunque sono”!
Domanda 3. Nelle vostre comunicazioni sottolineate spesso che questi non sono corsi tradizionali, ma «incontri di reciprocità» basati sulla metodologia della Ricerca-Azione, in collaborazione con l’Università Cattolica. In pratica, come lavorate con i genitori durante le serate? Cosa significa per un papà o una mamma passare dall’essere un ascoltatore passivo a diventare protagonista di una co-progettazione educativa?
La metodologia della ricerca-azione si basa sul Theoretical Framework “Relational Social Work method” Folgheraiter, (2004, 2017) e si fonda sui principi di Reciprocità, Accrescimento dei Saperi Esperienziali e sull’Approccio Collaborativo. Le persone e le loro relazioni sono sempre al centro della Comunità. Negli incontri di Skills-Hub i ricercatori del Centro di ricerca RSW di UNICATT Milano e gli operatori e i volontari di Fondazione Colloquia lavorano insieme sia nella
co-progettazione dei tavoli tematici sia nella facilitazione dello scambio dialogico anche sostenendo il lavoro relazionale con i partecipanti.
Anche qui, il fulcro è divenire parte integrante e attiva nel dialogo in modo da sostenere la possibilità di esprimerlo e fronteggiarlo individualmente e/o come comunità co-progettante di adulti-genitori.
Negli incontri con i gruppi degli adulti-genitori, il ricercatore accompagna il dialogo sollecitando la riflessione sul benessere dei ragazzi/e nella prospettiva dello sviluppo di un’attenzione comunitaria in grado di ascoltare il loro punto di vista sulle loro condizioni di vita e aspettative di cambiamento in vista di un maggiore benessere.
Domanda 4. Fondazione Colloquia è un partner fondamentale in una rete di progetto che comprende realtà diverse e complementari. Dal vostro punto di vista, in che modo il lavoro che svolgete con le famiglie prepara il terreno e valorizza le altre attività del progetto (come i laboratori artigianali o culturali per i ragazzi)?
Nel progetto “ad hOCCHI APERTI”, è tutta la comunità educante, cioè tutti gli enti partner di progetto, a costituirsi “ecosistema” sinergico e coerente all’azione educativa. Al minore in crescita bisogna garantire orientamento e la possibilità di intercettare la parte di realtà in cui dare il meglio di sé, mettendo a sistema valori, competenze e punti di vista. Bisogna stimolare, attivare e creare coesione tra tutti gli attori e i contesti educativi che ogni giorno sono parte della vita di ciascun minore. Il contesto familiare è il primo e fondamentale nucleo di crescita per i più giovani: in questi tempi mutevoli e incerti, vive una profonda solitudine e smarrimento fino quasi all’isolamento.
Nel progetto noi vogliamo rappresentare uno spazio e un tempo aperto, non giudicante e sicuro, per adulti-genitori in cerca di risposte e nuovi legami, per condividere preoccupazioni e strategie, per accompagnare le diverse fasi di crescita dei propri figli mentre essi stessi prendono le misure con un mondo che evolve continuamente.
La nostra azione nei confronti dei genitori è una proposta che valorizza e complementa il resto delle azioni di progetto e del partenariato, nella introduzione e sperimentazione di nuovi modelli di orientamento per i minori, costruzione di proposte stimolanti e fattibili, nuove strategie di collaborazione tra diversi enti di natura privata e pubblica. Un ecosistema, appunto, che si muove e costruisce, relazione dopo relazione, legame dopo legame, una rete fitta di supporto, protezione, ispirazione e stupore per i cittadini di domani.
Domanda 5. L’ultimo incontro si è chiuso con un arrivederci al nuovo Skills Hub 2026 e con l’invito a «sognare in grande». Quali sono i prossimi passi per garantire continuità a questo gruppo di genitori e come immaginate l’evoluzione nei prossimi anni del progetto?
L’invito a «sognare in grande» è stato rivolto ai giovani da Papa Leone XIV il 21 Novembre 2025 alla XIV National Catholic Youth Conference di Indianapolis. Si, proprio ad Indianapolis! Questo invito non può non interpellare profondamente tutti noi!
Il segreto della continuità del progetto, il suo fulcro, è la nostra capacità di rispondere sempre di più alle esigenze dei partecipanti e adattare il progetto agli adulti-genitori, offrendogli spazio/i, andandogli incontro e aiutandoli nel loro dialogo, essere flessibili nella logistica degli incontri e nei luoghi di incontro sul territorio.
Non vogliamo puntare alla performance dell’audience: il segreto di Skills-Hub è il dialogo e la reciprocità tra le persone, non il successo. Vogliamo realizzare un processo che assicuri una base quali-quantitativa di partecipanti così da fare/avere una seria ricerca-azione.
Insisteremo ancora sul coinvolgimento dei Dirigenti Scolastici interessati a sviluppare una proposta educativa integrata e aumenteremo la qualità e la presenza degli esperti durante gli incontri. Puntiamo al coinvolgimento di genitori con esperienze simili a quelle trattate dagli esperti per facilitare il dialogo attraverso la loro testimonianza d’esperienza.
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