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Ricerca_Azione

Noi di Colloquia siamo ispirati dalla metodologia della ricerca-azione che “è una filosofia, un modo di essere e di vivere”.  Infatti:

“La Ricerca-Azione, oltre a essere ricerca con per e attraverso le persone, e non sulle persone, è una “scienza delle persone” (Reason, Marshall 2003), è la vita come ricerca, è la ricerca nella vita. È un atteggiamento riflessivo che assume come disciplina nelle situazioni di cambiamento, la costante interrogazione e ridefinizione dei propri comportamenti, delle proprie intenzioni e dei propri scopi, attraverso un’attività di scandaglio e di messa sotto osservazione degli effetti dei comportamenti dei ricercatori e dei soggetti partecipanti alla ricerca”. (Piccardo, Benozzo 2010).

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Manifesto del Metodo RSW, 2018, Trento, Erickson; The Mystery of Social Work, A critical analysis of the Global Definition and new suggestions according to Relational theory, 2013, Trento, Erickson

Colloqui:
le parole della ricerca azione

Conoscenza Esperienziale

Tipo di sapere che si origina per effetto del “vivere” e del “toccare con mano” particolari situazioni, dell’affrontare i problemi in prima persona. Nel campo del welfare, fa riferimento all’esperienza di utenti e familiari che sono, o sono stati, colpiti da disagi/patologie fisiche e/o esistenziali, e che per questo “sanno”. Conoscenza complementare al sapere scientifico, il quale è invece ricavabile dai libri. (Folgheraiter, 2024)

 

Educazione

Alla scuola spetta l’“educazione” che deriva da educare (Varrone), il verbo della nutrice (nutrix) vale a dire “nutrire”, “allevare”, “formare”, “istruire”; e non, come erroneamente si afferma da educere, il verbo dell’ostetrica (obstetrix), “tirare fuori”. L’educazione conosce il movimento “elativo”, non “estrattivo”. (Dionigi, 2025)

 

Ricerca-azione (RA)

È un approccio specifico nel campo delle scienze sociali. Nel 1986, in occasione di un convegno all‘ I.N.R.P. i ricercatori sono partiti dalla seguente definizione: “ Si tratta di ricerche nelle quali vi è una deliberata azione di trasformazione della realtà; ricerche che hanno un duplice obiettivo: trasformare la realtà e produrre delle conoscenze concernenti queste trasformazioni”. (Hugon – Seibel 1988)

 

Capitale

“Oggi, il termine «capitale» ha diverse accezioni: talvolta indica i mezzi materiali di produzione nell'impresa, talvolta le risorse finanziarie impegnate in un'iniziativa produttiva o anche in operazioni nei mercati borsistici. Si parla anche, in modo non del tutto appropriato, di « capitale umano », per significare le risorse umane, cioè gli uomini stessi, in quanto capaci di sforzo lavorativo, di conoscenza, di creatività, di intuizione delle esigenze dei propri simili, di intesa reciproca in quanto membri di un'organizzazione. Ci si riferisce al «capitale sociale» quando si vuole indicare la capacità di collaborazione di una collettività, frutto dell'investimento in legami fiduciari reciproci. Questa molteplicità di significati offre spunti ulteriori per riflettere su cosa possa significare, oggi, il rapporto tra lavoro e capitale.” ...
“Nella considerazione dei rapporti tra lavoro e capitale, soprattutto di fronte alle imponenti trasformazioni dei nostri tempi, si deve ritenere che la « principale risorsa » e il « fattore decisivo » in mano all'uomo è l'uomo stesso, e che « l'integrale sviluppo della persona umana nel lavoro non contraddice, ma piuttosto favorisce la maggiore produttività ed efficacia del lavoro stesso ». Il mondo del lavoro, infatti, sta scoprendo sempre di più che il valore del « capitale umano » trova espressione nelle conoscenze dei lavoratori, nella loro disponibilità a tessere relazioni, nella creatività, nell'imprenditorialità di se stessi, nella capacità di affrontare consapevolmente il nuovo, di lavorare insieme e di saper perseguire obiettivi comuni. Si tratta di qualità prettamente personali, che appartengono al soggetto del lavoro più che agli aspetti oggettivi, tecnici, operativi del lavoro stesso. Tutto questo comporta una prospettiva nuova nei rapporti tra lavoro e capitale: si può affermare che, contrariamente a quanto accadeva nella vecchia organizzazione del lavoro dove il soggetto finiva per venire appiattito sull'oggetto, sulla macchina, al giorno d'oggi la dimensione soggettiva del lavoro tende ad essere più decisiva e importante di quella oggettiva. (COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, 2004)

 

Cura (prendersi cura)

To care about and for democracy is a task for all citizens, and it is not easy. But hen all citizens engage in such “caring with” practices, even though they all disagree about and dispute the best ways to proceed, one outcome of their engagement will be greater trust for one another, and thus a greater capacity to care for the collective purpose, this “res publica”, this public thing. (Tronto, 2013)

 

Prendersi cura della democrazia è un compito che spetta a tutti i cittadini, e non è facile. Ma quando tutti i cittadini si impegnano in queste pratiche di "cura condivisa", anche se non sono d'accordo e non concordano sulle migliori modalità di azione, uno dei risultati di questo impegno sarà una maggiore fiducia reciproca e, di conseguenza, una maggiore capacità di prendersi cura del bene comune, di questa "res publica", di questa cosa pubblica. (Tronto, 2013)

 

Giocarsi (Mettersi in gioco in prima persona)

“… rub(iamo) terreno alla polemica e alla rassegnazione con l'amicizia e la cultura dell'incontro. Torniamo a credere nell'amore, nella moderazione, nella buona politica. Formiamoci e giochiamoci in  prima persona, ciascuno rispondendo alla propria vocazione. Ognuno ha il suo posto nel mosaico della pace!“ (Leone XIV, 2026)

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2021-2022

I primi interventi
di sostegno

Nel 2021 e nel 2022 l’attività di Colloquia ha cominciato ad orientarsi nella realizzazione dei primi interventi di sostegno alla ricerca scientifica ed allo sviluppo della cultura del volontariato collaborando con il Centro di Ricerca Relational Social Work della Università Cattolica, diretto dal prof. Fabio Folgheraiter, per la realizzazione di un intervento formativo sul rapporto tra Caring e Curing e le Competenze Relazionali della durata di 12 mesi, a favore di 30 Volontari appartenenti all’Ordine di Malta.

2023

La prima conferenza internazionale

Successivamente, a partire dal 2023, l’attività di Colloquia si è concentrata nel sostegno concreto e nella  partecipazione alla Conferenza Internazionale ECSWR 2023, 12th European Conference for Social Work Research “La ricerca sul servizio sociale attraverso e verso le relazioni umane” presso la Sede della Università Cattolica di Milano.

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2023

I progetti di Comunità

Nello stesso anno, Colloquia ha iniziato a partecipare a progetti di Comunità, valorizzando le proprie competenze esperienziali nella rete sociale di aiuto e nella collaborazione a progetti proposti da soggetti dell’economia civile del territorio. Da segnalare la partecipazione al partenariato del Progetto di Rete denominato “Guide per temerari incerti. Vite attive in Comunità Orientanti”, finanziato da CON I BAMBINI – IMPRESA SOCIALE nell’ambito del Bando per le Comunità Educanti avente come Soggetto Responsabile COMETA FORMAZIONE SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE.

2024

Partenariato con Cometa

Colloquia si occupa della WP2 Bussole-Skills-Hub, Laboratori di facilit-azione che stimolano a portare alla luce le abilità, conoscenze ed esperienze (Skills come COMPETENZE) necessarie a fronteggiare l’orientamento e la presa di decisioni che avvengono nel mondo reale e nelle relazioni con/tra le persone, nella vita e nel lavoro.

Riservati ad adulti-genitori, si incentrano sulla co-costruzione del dialogo e la reciprocità.

Sono laboratori in cui si fa ricerca (su di sè, per sè, con gli altri) e si agisce singolarmente e insieme per sempre più “diventare” Comunità può e deve essere accompagnato, supportato e misurato attraverso uno studio che metta in luce la evoluzione della CARE di sè stessi e per la Comunità Educante a seguito della partecipazione alle Tavole Rotonde ed agli HUB (ricerca-azione)

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2025

Il primo ciclo di incontri

Nel 2025 Colloquia si è svolto Il primo ciclo di incontri ha mostrato un buon livello di fiducia generale dovuto soprattutto al fatto che tutti si sono sentiti coinvolti in modo attivo e, con rispetto, abbiamo cercato di rispondere alle esigenze dei partecipanti, offrendogli spazio/i, andandogli incontro e aiutandoli nel loro dialogo.

Il clima è stato sereno, disteso e partecipato. Non abbiamo avuto paura dei silenzi e delle nostre condivisioni. Non eravamo preoccupati di raggiungere obiettivi prefissati o rispettare orari e calendari.

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